Un gioiellino dimenticato

Anfiteatro Flavio PozzuoliDomenica mi sono recato nella splendida e caratteristica città di Pozzuoli. Tra le varie bellezze che offriva il posto, mi sono recato a visitar l’anfiteatro Flavio, in modo da rivivere le reminescenze scolastiche elementari e poter apprezzare ancor più un’opera d’importante valore storico e architettonico.

Entrato con un grande entusiasmo, soprattutto sulla scia dei ricordi, sono rimasto fortemente scioccato dallo stato in cui è tenuto un gioiellino della nostra terra.  Tra erbacce, grandi aree transennate per rischio crollo e la poca organizzazione, alternavo una grande emozione per l’impatto scenico che riesce a lasciare il sito, nonostante tutto, a una grande amarezza per lo stato manutentivo.

“Non essendomi accorto delle transenne che vietavano l’accesso” mi sono addentrato, insieme ad altri turisti (12 in tutto, inclusi i 4 operatori del sito), all’avanscoperta di quelle aree. Lì si manifestava ai miei occhi un magnifico mini museo con statue d’imperatori, prefetti e dee, con relativi cartelli informativi, immersi nell’oscurità e la polvere, accompagnati da piccioni ed insetti che proliferavano. I reperti all’esterno erano tenuti alla rinfusa, senza un’adeguata copertura da intemperie e malintenzionati, tanto da dare l’idea di un cantiere a cielo aperto, con il forte rischio che gli stessi possano diventare “souvenir” per visitatori incoscienti, (per usare un eufemismo).

La domanda che viene in queste situazioni è sempre la stessa, “se il sito si fosse trovato all’estero come sarebbe mantenuto?”; purtroppo rispondere a questa domanda non farebbe altro che accrescere il magone e la rabbia, per il modo in cui trattiamo le nostre ricchezze. Anche perché, parliamo del terzo Anfiteatro per dimensione in Italia, dietro solo al Colosseo e all’anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere.

Parlando con uno degli operatori, risulta che da circa sei anni il sito versa in questo stato, messo sempre più in pericolo da una struttura in ferro battuto, di bassoliniana costruzione, posta come spalti per spettacoli inesistenti, che ora rischia di far crollare un sito rimasto in piedi per circa due millenni. Già settimana scorsa, da quello che mi è stato riferito, si è avuto un crollo di una parte della struttura di ferro, per cui è stata interdetta l’accesso all’area interessata, fortuna che non c’erano turisti altrimenti ora staremmo piangendo il morto.

Le istituzioni in tutto questo sembrano guardare altrove. Il governo che con l’hastag-riformista #unmilioneperlacultura, riguardante il piano strategico turistico culturale, ha lasciato fuori questo sito dagli interventi per il rilancio, solo perché non attirava abbastanza turisti. Ma come può un sito attrarre turisti se non si investe per renderlo attraente? Vabbè si vede che sono il solito gufo grillino che non capisce niente!

Spero solo che non si assista al peggio, e che prima di un intervento sostanziale non si debba assistere all’irreparabile, poiché sarebbe un dramma per il paese e la nostra storia perdere una struttura del genere.

Michele Paolella

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