De Magistris – Saviano: a vincere è la Camorra

Quando le istituzioni litigano con la parte sana della società a vincere è il malaffare. Soprattutto se tali istituzioni amministrano un territorio contaminato dalla criminalità organizzata.

La mia Napoli, una terra tanto bella tanto difficile, non può permettersi l’ennesimo scontro e l’ennesima diatriba vuota, tra chi vuole decantato il bello e chi denuncia le catene in cui è costretto. Uno scontro talmente stupido che ripropone la solita domanda su chi fa il bene di Napoli. Chi ne elogia la bellezza o chi ne denuncia il marcio?

Beh, nessuno dei due.

Denunciare il male che attanaglia Napoli, non significa infangarla. Saviano ha scelto di dedicare la sua vita personale e professionale a denunciare la Camorra, ciò non significa sostenere che Napoli fa schifo, ma che essa purtroppo è una perla che quotidianamente viene data in pasto ai porci. Significa ricordarci di continuare la guerra alla criminalità per debellarla.

In questi anni che Napoli sia migliorata nessuno lo mette in discussione, ma la Camorra c’è ancora. Dire che sia un problema marginale, come alcuni affermano, è mettere la testa sotto la sabbia. Per lavoro, nell’ultimo periodo, mi è capitato di passare la maggior parte delle mie giornate nei quartieri in cui i turisti non arrivano e le forze dell’ordine sono lasciate allo sbando, e li si ha la costante sensazione di un territorio abbandonato dallo stato. Sembra esserci un cappio invisibile che nega di respirare liberamente.

Saviano per l’ennesima volta ha denunciato il male di Napoli. De Magistris semplicemente non ha affrontato la questione. Si è buttato in un attacco al primo dicendo che sta facendo i soldi sul male di Napoli. Marciando su una vulgata largamente diffusa. Un’affermazione che può essere anche condivisibile, ma che non può, e non deve, essere pronunciata dal primo cittadino di una città che vive questo. È sembrato che volesse distrarre l’attenzione dal raid di qualche giorno fa dietro la Maddalena, a Saviano.

Purtroppo, nell’ultimo periodo, De Magistris, è parso un sindaco più preoccupato di esaltare l’immagine di Napoli, per scopi propagandistici personali, piuttosto che della deriva sociale della città. Esaltare l’incremento dei turisti come panacea di tutti i mali, è come cercare di mettere una toppa su un vestito lacerato. La tragedia è il vivere quotidiano, la sopravvivenza e non la vita civile.

La Politica, oltre a saper amministrare, deve dare segnali. Un’istituzione che critica chi lotta contro la criminalità, dà un alibi a chi purtroppo, ancora oggi, asserisce che la criminalità organizzata in Italia non esiste. E questo è un grave danno che si fa alla lotta della medesima.

La mia insegnante liceale di storia dell’arte, parlando di Napoli, citava sempre Vasari il quale asseriva che “i barboni dormivano all’ombra delle cattedrali”. Napoli è stata sempre questa, grande bellezza da togliere il fiato e un tessuto sociale dilaniato. E purtroppo nessuno ha ancora ricucito questo strappo, che troppo spesso, trova nel delinquere una via per “campare”.
Chi ama Napoli, oltre ad esaltarne la bellezza, deve anche e soprattutto denunciare il male che l’attanaglia per vederla finalmente risplendere in ogni sua sfaccettatura. E purtroppo questa stupida lotta tra due personalità, che rappresentano due anime della città, non fa altro che far vincere la criminalità.

Michele Paolella

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